Tecnologia & Game

2700 anni di Roma in 30 minuti, una pillola d’amore

“Benvenuti in 2700 anni di Roma” è l’incipit di un’esperienza ultraterrena ideata e costruita da Paco Lanciano per restituire un indice di comprensione della città non solo ai turisti, soprattutto ai romani

Welcome To Rome PhotoCredti RadioSapienza

Come in StarGate

Non si possono raccontare 2700 anni di Roma in trenta minuti di filmato, di questo è consapevole lo stesso ideatore, Paco Lanciano, che tuttavia ha voluto innescare un artefizio per lasciar trapelare la bellezza di una città, gli accadimenti che l’hanno cambiata, le diverse connotazioni urbanistiche che l’hanno trasformata nel luogo in cui camminiamo oggi.

Insomma un modo per apprezzarne i contenuti e rispettarne i marciapiedi, di cui ogni sanpietrino può raccontare una storia, ma anche un’esperienza multimediale che trasporta il corpo all’interno di un percorso animato.

Immagine 4D PhotoCredit: Ansa.it

È la quadridimensionalità a soggiogare lo spazio mentre lo spettatore può solo immergersi nelle varie stratificazioni geologiche, quattro nello specifico, che sono punto di riferimento per comprendere la formazione di tante aree romane, il loro modificarsi. Ma non solo architettura.

Lo spettatore può essere presente al momento dell’insediamento di Roma sul Colle Palatino o quando il Sacro Romano Impero ha iniziato a espandersi fino ad arrivare ai Papi Mecenati o alla conosciuta rivalità tra Bernini e Borromini, insomma vivere il succedersi delle epoche come se si fosse aperto un arco temporale parallello.

Di nuovo una specie di viaggio nello spazio, come succede alle Terme di Caracalla che hanno fatto da apripista a questo nuovo modo di visitare la città

Foto d’Archivio PhotoCredti Roma Sparita

Un cinema storico salvato alla dimenticanza

Luogo di questo ponte temporale è il Cinema Augusto, chiuso e dimenticato trent’anni fa, oggi riapre completamente rinnovato, con spazi studiati appositamente perché chi entra abbia la sensazione di entrare nella storia.

Progetto multimediale di Paco Lanciano PhotoCredti Archeomatica

Quindi la tecnologia la fa da padrona con proiettori nascosti e un piano inclinato in sala che ospita un plastico fedele di Roma, proiezioni che non prevedono il solo piano frontale ma anche il soffitto, tanto per regalare uno stato embrionale, molto avvolgente. Una musica poco conosciuta, quella dell’autore Giuseppe Martucci, di Napoli, ma, secondo il professor Claudio Strinati, affine all’esperenzialità di questo progetto a tutti gli effetti collocabile in un ambito civico.

Rimanete con i piedi per terra.

Lunedi/Giovedì – 09:00 | 19:00
Venerdì/Domenica – 10:00 | 21:00

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La Grande Onda

Il cinema in poltronissima

Cinecittà verso la multimedialità

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