Ritratto di Pasinetti PhotoCredit fondazionecsc.it
“Precursore e Sperimentatore, Francesco Pasinetti, era la nostra coscienza” parola di Vittorio de Sica.
De Sica sintetizzò nel termine coscienza i tanti volti di un giovane talento, Francesco Pasinetti. A significare la grande contemporaneità e il grande valore di un uomo spesso dimenticato.
Si laureò per primo, in Italia, sulla storia del cinema e pubblicò per la prima volta un libro che parlava di questa arte misteriosa. Questo sortilegio o talismano. Questo modo di raccontare e raccontarsi.
Anticipò il neorealismo, con il film “Il canale degli Angeli”, e il cinema degli anni cinquanta con i documentari su Venezia. Inoltre fu il talent scout dei giovanissimi Antonioni, Guttuso, Pietro Ingrao, Citto Maselli e, della stella nascente, Alida Valli. Introdusse il cinema in radio e favorì la nascita della Cineteca Nazionale.
Una stella nascente che purtroppo anticipò anche sé stesso, scomparendo troppo presto. Lasciando in sospeso non solo la sua vita ma tutto quanto avrebbe potuto insegnare ancora o tutto quanto avrebbe potuto anticipare ancora.
Ora una mostra su Pasinetti celebra il fotografo e il cineasta. Ottanta scatti restaurati per rendergli omaggio e proporlo alle nuove generazioni, perché il suo essere anticipatore dei tempi non passi oltremodo inosservato.
Anzi, perché il suo cinema puro possa essere d’ispirazione. E la sua Venezia e i suoi reportage sui set cinematografici possano riappropriarsi di una pregressa mancata attenzione.
La fotografia è un’arte sacra all’interno della cui narrazione c’è sempre la passione, la trasgressione, il messaggio. E’ importante che Francesco Pasinetti venga celebrato proprio perché il suo è stato un lavoro di grandi visioni, una storia significativa da studiare.
Fino al 28 Gennaio presso il Teatro dei Dioscuri al Quirinale
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