Concerti

Intervista a Maurizio D’Alessandro, ideatore e direttore del Festival di musica classica di Albano, dedicato a Listz

Diamo la parola alla musica classica e le personalità di riferimento. Moondo ha incontrato Maurizio D’Alessandro che organizza il Festival dedicato al grande compositore Listz e che quest’anno compie 35 anni. Quali sono le sfide che pone un autore così complesso come Listz per un musicista?

Una visione pluridisciplinare che sottende nella musica.

Quali sono i nemici della musica classica nel nostro paese in cui l’arte e la musica sono a tutta ragione un tratto identitario e storico?

I mass media che per lungo tempo hanno dato e danno spazio solo alla musica commerciale. Ma forse anche l’ambito accademico ha delle responsabilità. Poi il mondo della scuola, che relega a solo tre anni di scuola media un approccio alla conoscenza della musica.

Liszt è stato artista ineguagliabile per la forte personalità e la cultura: il prototipo stesso dell’artista romantico intriso di genio e sregolatezza ma anche in grado di creare un nuovo canone sia compositivo che interpretativo. A suo parere nel Novecento esiste una figura altrettanto innovativa ed emblematica?

Ce ne sono state molte e farei un torto a qualcuno se dovessi stilare un elenco. Eviterei però la parola sregolatezza: anche la genialità ha delle regole che l’uomo medio non sa riconoscere. Anzi spesso sono la severità di regole nascoste che hanno generato capolavori; quello che ci colpisce è sempre l’esteriorità.

Maurizio D’Alessandro direttore Liszt Festival Music – credit MARIO FERMANTE

Ci racconti della relazione con l’Accademia di Ungheria che è così ben presente nel Festival che lei dirige. Come è iniziata e funziona da legante con il paese che ha dato i natali a Franz Liszt?

Il rapporto è di lunga data e cominciato nel 1986 per il centenario dalla morte di Liszt. Abbiamo continuato sporadicamente negli anni successivi e poi in modo continuativo dagli inizi del 2000. Abbiamo condiviso iniziative culturali nel nome di Liszt soprattutto quando l’Accademia ha potuto verificare la valenza del nostro festival e la serietà del nostro lavoro. Io stesso ho tenuto diversi concerti a Palazzo Falconieri, sede dell’Accademia. Da citare la scelta del nostro festival nel 2013 quale rappresentanza dell’Anno Culturale Italia – Ungheria 2013. Oggi le nostre attività hanno un valido supporto dalla stessa Accademia e attraverso la stessa, abbiamo stabilito un partenariato con il Museo e Centro ricerche Ferenc Liszt di Budapest. Da quest’anno anche con i prestigioso Cziffra Festival di Budapest.

Una personalità della musica, non necessariamente della musica classica, di cui ha stima…

Mi colpiscono molto le interpretazioni della violinista olandese Janine Jansen e del clarinettista svedese Martin Frost. Due modi di vivere nella musica.

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