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La vera rivoluzione televisiva degli anni ’90? I Simpson!

Se vi viene fatta la domanda “nella televisione cosa associate al colore giallo?” sicuramente il 90% di voi pensa alla stessa cosa: I Simpson, la vera rivoluzione televisiva degli anni ’90.

Chi sono i Simpson?

La famosa casa dei Simpson (foto by Pixabay)

Di fatto I Simpson sono quello che Jimi Hendrix è stato per la chitarra elettrica! C’erano molti cartoni animati prima della loro nascita, ma sono stati i precursori di un filone diventato molto seguito in tutto il mondo: i cartoni indirizzati principalmente agli adulti. L’obiettivo del fumettista Matt Groening (il loro creatore nativo di Portland, OG) è stato sin da subito chiaro e lampante. Groening ha voluto creare un cartone fuori dagli schemi, qualcosa che rimanesse a modo proprio attaccato alla realtà. Cercando, però, ogni giorno di affrontare attualità, cultura e società nell’era dei “mass media”, col loro humor dissacrante. Creata nel lontano 1989, è ancora oggi in produzione e negli Usa, attualmente è in onda la 29sima stagione. Sicuramente, si può dire che la famiglia Simpson abbia riscosso un successo planetario, molto più di quello aspettato.

I Simpson e il loro impatto sulla società

Oggi non parleremo delle avventure di Homer, Marge, Bart, Lisa e Maggie nella strampalata città di Springfield (non cercatela sulla cartina, non è mai stato rivelato quale delle tante Springfield fosse). Ma andremo un po’ più a fondo, cioè analizzeremo l’impatto culturale e sociologico che la serie ha sulla massa. Un mio professore universitario disse “se Michelangelo fosse nato nel ‘900 avrebbe creato i Simpson come espressione della propria arte”. Di fatto, già dalle prime stagioni, i critici hanno apprezzato l’irriverenza dello show. Un show che, sostanzialmente, funge da autocritica della società in modo irriverente e strettamente personale, senza tralasciare le risate e un particolare romanticismo.

I Simpson come fenomeno culturale

Il cartone animato si concentra su come la famiglia media americana si relaziona ai problemi di ogni giorno o a fenomeni ben più globali. Il tutto con una sorta di pensiero personale critico, ma allo stesso tempo divertente: il tema della guerra, il delicatissimo problema delle armi negli Stati Uniti, l’alcolismo, la religione, la politica, la schiavitù della tecnologia, il bullismo, la criminalità o semplicemente le relazioni con altre persone. Il successo planetario dei Simpson li ha portati ad essere una vero e proprio fenomeno culturale. Tant’è che i nati negli ultimi  80 e nei primi 90 sono chiamati “generazione Simpson”. Una generazione che, grazie a questo cartone animato, ha imparato cos’è la globalizzazione prima ancora di conoscere internet!

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