La famosa casa dei Simpson (foto by Pixabay)
Di fatto I Simpson sono quello che Jimi Hendrix è stato per la chitarra elettrica! C’erano molti cartoni animati prima della loro nascita, ma sono stati i precursori di un filone diventato molto seguito in tutto il mondo: i cartoni indirizzati principalmente agli adulti. L’obiettivo del fumettista Matt Groening (il loro creatore nativo di Portland, OG) è stato sin da subito chiaro e lampante. Groening ha voluto creare un cartone fuori dagli schemi, qualcosa che rimanesse a modo proprio attaccato alla realtà. Cercando, però, ogni giorno di affrontare attualità, cultura e società nell’era dei “mass media”, col loro humor dissacrante. Creata nel lontano 1989, è ancora oggi in produzione e negli Usa, attualmente è in onda la 29sima stagione. Sicuramente, si può dire che la famiglia Simpson abbia riscosso un successo planetario, molto più di quello aspettato.
Oggi non parleremo delle avventure di Homer, Marge, Bart, Lisa e Maggie nella strampalata città di Springfield (non cercatela sulla cartina, non è mai stato rivelato quale delle tante Springfield fosse). Ma andremo un po’ più a fondo, cioè analizzeremo l’impatto culturale e sociologico che la serie ha sulla massa. Un mio professore universitario disse “se Michelangelo fosse nato nel ‘900 avrebbe creato i Simpson come espressione della propria arte”. Di fatto, già dalle prime stagioni, i critici hanno apprezzato l’irriverenza dello show. Un show che, sostanzialmente, funge da autocritica della società in modo irriverente e strettamente personale, senza tralasciare le risate e un particolare romanticismo.
Il cartone animato si concentra su come la famiglia media americana si relaziona ai problemi di ogni giorno o a fenomeni ben più globali. Il tutto con una sorta di pensiero personale critico, ma allo stesso tempo divertente: il tema della guerra, il delicatissimo problema delle armi negli Stati Uniti, l’alcolismo, la religione, la politica, la schiavitù della tecnologia, il bullismo, la criminalità o semplicemente le relazioni con altre persone. Il successo planetario dei Simpson li ha portati ad essere una vero e proprio fenomeno culturale. Tant’è che i nati negli ultimi 80 e nei primi 90 sono chiamati “generazione Simpson”. Una generazione che, grazie a questo cartone animato, ha imparato cos’è la globalizzazione prima ancora di conoscere internet!
Grazie a Mirko Giurato per la sua collaborazione.
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