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Voci dal Roma Fringe Festival. Il sogno di sé stessi: Tango 109 e Sulle note dell’inconscio

Una delle caratteristiche del Fringe, a partire da quello storico di Edimburgo, è quella di essere aperto a tutti i generi. Questa apertura nell’accoglienza delle proposte permette al pubblico di poter assistere a spettacoli molto diversi tra loro, dalla prosa al teatro danza, dalla stand-up comedy al circo teatro. Proprio a quest’ultimo genere appartiene Tango 109, progetto presentato al Roma Fringe Festival 2021 dalla compagnia Damarame.

Tra danza aerea e giocoleria, Tango 109, ideato e interpretato dalla performer India Baretto, racconta il sogno di una piccola sarta annoiata e stanca del proprio lavoro, che ingaggia una lotta di resistenza con il suo manichino, nel tentativo di liberarsi dalla sua condizione costringente per esprimere la propria vera personalità. Non ci sono parole in Tango 109, ma una drammaturgia scandita dalla musica e dai numeri della Baretto che si fanno sempre più complessi, accompagnando la progressiva scoperta delle aspirazioni del personaggio, fino all’acrobatica aerea.

Tango 109 ha presentato una scenografia tra le più complesse di tutto il festival, allestita e smontata in tempi record dalla compagnia, ritenuta per questo meritevole del Premio Spirito Fringe, un premio assegnato dallo staff del Roma Fringe Festival agli artisti che si distinguono per l’agilità della messa in scena. In un concorso che prevede l’alternanza sullo stesso palco di più spettacoli in un giorno, premiare quegli artisti e quelle compagnie che dimostrano maggiore rispetto per il lavoro e le esigenze di chi occupa la scena dopo di loro è un altro modo per celebrare la grande comunità del teatro indipendente italiano.

L’aspirazione a realizzare se stessi attraverso l’arte e i dubbi che accompagnano sempre il percorso personale di un artista sono i temi centrali dello spettacolo Sulle note dell’inconscio*, indagati attraverso la messa in scena della vita, e della personalità inquieta, di uno dei più grandi artisti del ‘900, Jackson Pollock. Sulle note dell’inconscio è il tentativo di materializzare il conflitto interiore di Pollock, il complicato rapporto con la figura di Picasso, la sua dipendenza dall’alcool, i dubbi sulla propria arte; un costante dialogo con se stesso, o meglio uno scontro, per cercare risposte, per arrivare all’accettazione di sé.

Nell’idea del progetto, la storia personale di un genio della pittura vuole diventare esempio per tutti quelli che vivono, o aspirano a vivere, di arte e che almeno una volta nella vita si sono interrogati, autotormentandosi per gradi più o meno elevati, sulla bontà della propria scelta.

*Selezionato per l’edizione 2021, Sulle note dell’inconscio non ha potuto andare in scena al Piccolo Eliseo a causa del Covid-19, essendo risultato positivo un membro della compagnia. Il video dello spettacolo è stato comunque trasmesso in streaming su teatro.it.

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