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Anno di Liceo all’estero: perché si?

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Per gli studenti delle scuole superiori, trascorrere un anno scolastico, semestre o trimestre all’estero è un’esperienza imperdibile. Che si scelga l’alloggio in famiglia ospitante o in college e boarding school, questa esperienza è riconosciuta dalle circolari Miur sulla mobilità all’estero e permette di migliorare la conoscenza della lingua e vivere mesi indimenticabili di crescita personale e culturale.  

Esploriamo insieme tutti i motivi per cui dire Si alla domanda: “Andare o no all’estero per un anno scolastico?”.

Imparare perfettamente una lingua straniera

Il principale vantaggio di frequentare un anno o semestre di scuola superiore all’estero è quello di imparare perfettamente una lingua straniera.

L’utilizzo della lingua nella vita quotidiana e a scuola contribuisce a far raggiungere una competenza linguistica di livello accademico, necessaria per superare con successo i test di certificazione più richiesti dalle università estere, come il TOEFL o l’IELTS.

L’anno all’estero è riconosciuto al rientro in Italia

Le disposizioni del MIUR incentivano l’adesione a esperienze di mobilità internazionale già durante il percorso delle scuole superiori. Questo implica la possibilità di trascorrere da un trimestre a un semestre o un anno scolastico in un Paese estero senza perdere l’anno al rientro in Italia.

Possono partecipare studenti dal primo al quarto anno di liceo italiano, con età dai 14 ai 17 anni al momento della partenza.

Per quanto riguarda la scelta della destinazione, lo studente ha completa libertà. Può selezionare il Paese preferito, la scuola e la città, a condizione di soddisfare i requisiti linguistici e di avere una media scolastica sufficiente per partecipare all’esperienza.

Fare amicizia con studenti provenienti da tutto il mondo

Immersi nella vita e nello studio per un periodo di sei mesi o un anno in un Paese straniero, gli studenti partecipano a lezioni, sport, attività extra-curriculari e gite con coetanei locali e internazionali.

In particolare, se si sceglie l’opzione di college o boarding school, la condivisione della giornata con coetanei è in completa full immersion, con ulteriori benefici in termini di socializzazione.  Questo contesto favorisce lo scambio di idee e progetti con altri studenti ed espande notevolmente i propri orizzonti.

Sperimentare nuove materie

I sistemi scolastici esteri sono diversi da quello italiano per materie, sport, attività e modalità di insegnamento. In Paesi come Canada, Inghilterra e Stati Uniti, i programmi scolastici delle high school consentono inoltre una personalizzazione del percorso di studio.

E cosa succede al ritorno in Italia? Non c’è motivo di preoccuparsi. Il MIUR consente di seguire materie diverse da quelle del sistema scolastico italiano, senza compromettere il riconoscimento dell’anno trascorso all’estero.

Diplomarsi all’estero

Molti Paesi e sistemi scolastici permettono di frequentare un solo anno scolastico di scuola superiore (di solito il quarto) e diplomarsi. Questa opzione è offerta, per esempio, da molte high school negli Stati Uniti o in Canada.

Per Paesi come il Regno Unito o programmi come il diploma IB, conseguire il diploma all’estero è possibile dopo aver frequentato all’estero 2 anni consecutivi.

Dopo il diploma, è possibile iscriversi direttamente all’università all’estero senza rientrare in Italia per il quinto anno o iscriversi all’università in Italia se il diploma è stato conseguito dopo almeno 2 anni scolastici consecutivi all’estero.

Valorizzazione del talento e degli interessi degli studenti

Ciò che i miei studenti raccontano al loro ritorno da un semestre o un anno all’estero è quanto siano stati calorosamente accolti dal college ospitante. Questa accoglienza si estende all’ambiente stesso, in cui vivere e crescere, andando oltre la mera sfera accademica.

Le scuole superiori straniere, in particolare le boarding school nei Paesi come gli Stati Uniti, il Regno Unito e il Canada, offrono un ampio ventaglio di attività extra-curriculari, discipline sportive, progetti e iniziative per gli studenti.

Questa offerta non è semplicemente una strategia pubblicitaria per attirare studenti e rendere il loro soggiorno piacevole. Le attività extra-curriculari, gli sport e le iniziative studentesche sono fortemente incoraggiate dalle scuole, poiché credono fermamente nell’importanza di stimolare gli studenti a coltivare i propri interessi e talenti.

Sviluppare le soft skills indispensabili per il futuro

Le soft skills rappresentano una serie di competenze fondamentali essenziali sia per l’ambiente lavorativo che per la vita quotidiana. È possibile svilupparle attraverso l’esperienza di studio all’estero durante la scuola superiore.

Le boarding school e i college all’estero offrono un vasto ventaglio di attività co-curriculari, tra cui club, sport, iniziative di beneficenza, teatro, laboratori STEM e di robotica, business clubs e scambi culturali con scuole di tutto il mondo.

Questo ambiente fornisce l’opportunità di acquisire esperienza nel lavoro di gruppo, migliorare le capacità di risoluzione dei problemi e apprendere le basi della comunicazione e del public speaking.

Grazie a un metodo di insegnamento più partecipativo, gli studenti hanno l’occasione di condurre ricerche di gruppo, realizzare progetti di business e scienze, e candidarsi a ruoli di leadership nella scuola.

Queste competenze saranno preziose nel gestire gli anni universitari con maggiore autonomia e senso di responsabilità, oltre a essere altamente apprezzate in qualsiasi settore lavorativo si scelga in futuro.

Crescere e maturare divertendosi

L’anno scolastico trascorso all’estero porta a una crescita significativa, non solo fisicamente.

Questo processo di crescita è la conseguenza del vivere lontano da amici e familiari per diversi mesi, immersi in un contesto culturale diverso, che obbligano chi partecipa a trovare il modo di fare nuove amicizie, riorganizzare la propria giornata, le aspettative future e mettere alla prova aspetti del proprio carattere in contesti diversi.

Il percorso che attende chi sceglie di diventare un exchange student è un vero viaggio nel viaggio, un’esperienza unica che nessuna routine quotidiana può sostituire.

Maggiore indipendenza

Durante l’anno all’estero gli studenti affrontano moltissime sfide, piccole o grandi, come l’inserimento in un nuovo sistema scolastico, nuove regole e orari.

Affrontando queste sfide, piccole e grandi, dà agli studenti un grande senso di consapevolezza, fiducia in sé stessi e, ovviamente, maggiore indipendenza.

Orientamento universitario

L’anno trascorso all’estero, ricco di stimoli, attività, sport e immersione in una cultura diversa dalla propria, insieme alla possibilità di studiare materie diverse da quelle del sistema scolastico italiano, costituisce un’opportunità di orientamento universitario e professionale in modo “indiretto”.

Nel corso degli anni, la componente “orientamento indiretto” è stata una costante nelle esperienze dei miei studenti.

Alcuni di loro hanno capito di non voler seguire le orme dei genitori, optando per percorsi di studio a cui non avevano mai pensato. Altri hanno deciso di rimanere in Italia per il loro futuro universitario e lavorativo, mentre alcuni sono tornati all’estero per frequentare l’università o per il post-laurea.

Indipendentemente dalla decisione presa dopo il diploma, l’anno scolastico all’estero contribuisce sempre a far capire agli studenti che partecipano chi sono e chi vogliono diventare.

L’orientamento non è solo il decidere cosa studiare all’università, ma implica anche conoscersi meglio, consolidare le proprie competenze e acquisire strumenti per affrontare le sfide future. La scelta della facoltà universitaria rappresenta solo il primo passo, e l’anno all’estero aiuta moltissimo nel prendere queste decisioni in modo più consapevole.

Una controindicazione nell’esperienza di un anno all’estero?

Il dover rientrare a casa a fine esperienza! E il tempo vola quando si è all’estero!

Ma con nuove risorse personali e la consapevolezza acquisita durante il periodo di studio all’estero, il rientro non deve fare paura, anzi è un modo per condividere esperienze e conoscenza con la propria famiglia e gli amici rimasti in Italia.

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