Nasce dal sogno di un bambino e diventa Billy Elliot il Musical, tanto per dire come la realtà spesso superi la fantasia e in questo caso anche i confini

Billy Elliot Il Musical
Il primo lancio teatrale PhotoCredit its all about steve

Il Musical fuori dall’Italia

Billy Elliot il Musical inizia la sua fortunata serie di esibizioni nel 2005 al Victoria Palace nel West End di Londra e viene subito premiato con quattro Laurence Olivier Awards. Un successo che si allarga verso l’Australia, l’America, toccando Broadway, dove ottiene altrettanti riconoscimenti e applausi.

In Italia approda nella stagione teatrale 2015-2016 e anche qui segue il successo già consacrato in altre città e stati. Un Paese, l’Italia, in cui il Musical è arrivato davvero, solo quando è stato possibile tradurre le canzoni dall’inglese all’italiano e quindi importare anche la bella Broadway. Ci provarono Garinei e Giovannini con alcuni pezzi italiani, tipo Rugantino, ma negli anni ottanta il genere si fermò. Solo con Saverio Marconi e La Compagnia della Rancia, che ebbero il guizzo di trasporre in lingua le canzoni, il Musical ha risalito velocemente le preferenze di pubblico, rispetto soprattutto alla Lirica fino ad allora baluardo incontrastato dei teatri.

Billy Elliot Il Musical
Bambini che danzano – PhotoCredit: betm.theskykid.com

Fino a Billy Elliot il Musical

La storia è quella di un bambino, siamo nell’Inghilterra della Thatcher, le miniere stanno chiudendo e la classe operaia organizza scioperi di protesta. Billy Elliot è il figlio di uno di questi operai, un uomo devoto alla famiglia, che lavora per mantenerla ma che vedrebbe in Billy un pugile, un uomo virile, forte e non una “ballerina” che in qualche modo porta alla luce un disagio e pensieri di omofobia inespressi.

Mi sono chiesta: se la storia si fosse consumata in Italia, seconda metà del novecento, avrebbe avuto gli stessi risvolti? Ovvero, il bigotto da combattere sarebbe stato il papà, quindi la famiglia, quindi quell’insana vergogna, le occhiate della gente che giudica, oppure avrebbe prevalso il bullismo, quella discriminazione che nasce sui banchi di scuola tra coetanei?

Il film e ora il Musical, sono un importante punto di riferimento culturale per i giorni di oggi. Questa diversità scandita a passi di danza, è, non solo una poesia ben recitata, ma anche una grande storia, di quelle che commuovono e fanno riflettere. Una storia che ogni bambino dovrebbe guardare di fianco ai genitori per trarne una lezione di vita e qualche consiglio adulto in più.

Billy Elliot Il Musical
Tancredi di Marco PhotoCredit Franca Centaro

L’interprete a Roma

Tancredi Di Marco, è l’attore-danzatore che interpreta Billy Elliot il Musical, un ragazzo che ha già tanti ruoli alle spalle in opere teatrali tra cui Alladin, Evita, Vi presento i miei, Pinocchio, e altri.

E, come il personaggio della storia, anche lui ha intrapreso una carriera nella danza, prima con l’Hip Pop e la Break presso il Silva Arte Danza, a Siracusa, dove è nato; e poi a Roma presso l’Accademia del Sistina dove ha studiato sia recitazione che canto, dizione, attività circensi e clowneria, seguito da un nugolo di grandi professionisti tra cui Massimo Romeo Piparo, che ha anche firmato l’adattamento in italiano del Musical.

Il Teatro Sistina, probabilmente consapevole del risvolto sociale e familiare che genera Billy Elliot ha così generato un’offerta imperdibile per le famiglie:  il martedì, mercoledì e giovedì, i bambini e i ragazzi fino a 12 anni (accompagnati da 2 adulti) pagano solo 2,50 euro!

Prenotate subito, l’offerta è valida solo per acquisti effettuati al botteghino del Teatro, mostrando i documenti dei bambini interessati all’acquisto.

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Arte e Danza alle Terme di Caracalla

Danza e cinema

 


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