Domino – Recensione

Domino – Recensione del film di Brian De Palma. Con Nikolaj Coster-Waldau, Carice van Houten, Guy Pearce, Paprika Steen, Thomas W. Gabrielsson. Danimarca, Francia, Spagna, Belgio 2019

De Palma, anche se manomesso, è sempre De Palma

De Palma non è un autore classificabile; talora lo si definisce frettolosamente come hitchockiano e lui non ha certo fatto mistero della sua ammirazione per il regista inglese, che ha ispirato sequenze e stilemi, ad esempio, de Le due sorelle, di Blow out o di Omicidio a luci rosse ma altri titoli (Scarface, Vittime di Guerra, Gli intoccabili) sono fuori dalla poetica di Hitchcock ma depalmiani a pieno titolo. Venendo a Domino non si può non tener conto che il regista l’ha parzialmente (la firma, però, la ha lasciata) disconosciuto, sostenendo che la produzione danese Schonne Film si sarebbe rilevata inadeguata e che lo avrebbe rimontato, tagliando scene fondamentali. Non posiamo che prendere atto delle sua dichiarazioni e notare i limiti del film: lo scritto – cui De Palma non ha minimante partecipato (come del resto in Mission Impossible ma è un’altra storia e un altro budget) – è poco più che un compitino da diploma di sceneggiatore (tema: “ Il candidato immagini di scrivere un film per Brian De Palma”), i due protagonisti – un po’ troppo bistrattati da alcuni critici – sono divi de Il trono di spade e un po’ di fissità televisiva la mantengono (lei però si porta sul set il marito Guy Pearce e non è poco) e, aldilà della solvibilità del produttore danese, una coproduzione che coinvolga 4 Paesi è sicura fonte di difficoltà di composizione realizzativa. Anche i due precedenti film del regista, Redacted (che pura aveva vinto il Leone alla regia a Venezia) e Passion non hanno avuto gran fortuna (il primo in Italia ed in altri Paesi importanti è uscito solo in home video). Il quasi ottantenne De Palma è convinto di aver ancora qualcosa da dare al cinema e, a mio avvio, ha ragione: anche lo sconciato Domino lascia intravvedere, ogni tanto, la zampata di un grande maestro che sa dare suspense con pochi, magistrali tocchi di regia. E’ vero le sequenze più riuscite sono richiami ad Hitchock (l’agguato sul tetto di Caccia al ladro) e dello stesso De Palma (la Plaza de Toros come la Boxing Arena di Omicidio in diretta) ma funzionano benissimo.

Domino - Recensione
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Domino – Trama

Christian (Coster-Waldau) e Lars (Soren Malling) sono due poliziotti di Copenaghen, lavorano insieme e sono molto amici. Una mattina debbono prendere servizio all’alba e Christian, che ha passato un intensa notte di sesso, dimentica a casa la pistola. Mentre sono in macchina arriva la segnalazione di una violenta lite in un appartamento. Giunti sul luogo si scontrano per le scale con Ezra (Eriq Ebouaney) e lo ammanettano. Mentre Christian, con la pistola del compagno, sale all’appartamento, Lars telefona alla centrale. Nella casa c’è il cadavere del gestore (Joshua Joziah) del negozio di frutta Prima sottostante che è stato evidente torturato (gli sono state, tra l’altro, mozzate le dita) e Christian si precipita di sotto per avvertire Lars della pericolosità del prigioniero. Troppo tardi: Ezra si è liberato delle manette, ha tagliato la gola del poliziotto ed è saltato sul tetto. Lars incita l’amico ad inseguirlo. Lui si lancia e, dopo varie acrobazie, insieme all’arabo precipita da una grondaia sulle cassette di frutta e, semisvenuto, vede degli uomini portare via Ezra. Lars è in gravissime condizioni e in ospedale lo raggiungono la moglie Hanne (Steen), Chistian e la poliziotta Alex (Von Houten). A questi ultimi il capo Wold (Gabielsson) affida provvisoriamente – lui sta per finire sotto inchiesta per aver dimenticato la pistola e per avere (sia pure su sua sollecitazione) abbandonato il compagno ferito –  le indagini del caso.

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Intanto L’agente CIA Joe Martin (Pearce), che insieme ai suoi uomini (Bert Verbeke e Kurt Vandendriessche) aveva preso Ezra, ora lo sta torchiando: lui sa che l’arabo vuole vendicare il padre (Eric Goode) che era stato decapitato dall’Isis ed è alla caccia dello sceicco Salah Al Din (Mohammed Azaay), esponente di spicco del terrorismo islamico che aveva personalmente effettuato l’esecuzione, postandola poi in rete. Il commando americano ha sequestrato la famiglia di Ezra e lui è costretto, per liberarla, a collaborare. Intanto, lo sceicco sta dando a distanza le ultime istruzioni ad una donna, Fatima (Sachli Gholamalizad), alla quale ha fornito un mitra dotato di telecamera ed una cintura esplosiva perché compia un attentato suicida durante il Festival di Amsterdam. Portata a termine la strage, Salah consegna dei biglietti e un telefono ad un altro giovane fanatico, Yussuf (Ilias Addab), che aspetta ordini nel suo appartamento di Copenaghen. Ezra – che si è rasato barba e capelli per essere meno riconoscibile – lo individua e lo butta dalla finestra, per poi scoprire che era pronto ad andare ad Almeria.

Christian ha, a sua volta, scoperto la destinazione di Omar e decide – ignorando gli ordini di Wold (che è in costante contato con Martin) di uscire dall’indagine – di partire con Alex alla volta della Spagna. Durante il viaggio vengono a sapere che Lars è morto e lei gli confessa di essere stata la sua amante. Lui – che non ne sapeva nulla e che è molto affezionato a Hanne (che è anche molto malata) – sulle prime si infuria e lei, furibonda a sua volta, gli lascia il telefono nel quale stava guardando le foto del loro amore e un’immagine dell’ecografia dalla quale lei risulta incinta. Per tutto il viaggio non si parlano ma arrivati in Spagna, si sfogano picchiando un piccolo spacciatore (Ilias Ojja) che si era avvicinato offrendo dell’erba.

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Nell’autostrada vedono lo sceicco, con due uomini (Tarik Rmili e Ibrahim Ibnou Goush) su di una camion della Prima; capiscono che le casette di frutta sono il tramite che usano per far passare l’esplosivo e lo seguono. Ad Almeria sono arrivati anche Ezra e Joe, che, dopo aver fatto fuori il proprietario (Younes Bachir), si mettono in attesa nel bar Miguel che è la base locale dei terroristi. Chistian e Alex, seguendo il camion, arrivano all’ingresso della Plaza de Toros e vedono Salah che dà una cassetta di bibite (chiaramente carica di esplosivo) al giovane Omar (Ardalan Esmaili) che entra nella Plaza. Alex lo segue mentre Christian segue gli attentatori fino al terrazzo di un palazzo adiacente da cui fanno partire un drone che farà brillare l’esplosivo ….

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Antonio Ferraro
Giornalista pubblicista,manager televisivo e cinematografico, produttore, autore è stato più volte nella Commissione Finanziamento Film – Opere Prime e Seconde e Cortometraggi. E’ stato membro del Consiglio Nazionale dello Spettacolo e, nell’ambito della Biennale di Venezia, responsabile – e per tre anni Presidente di giuria - del Premio Film Cooperativo E’ stato Capo-Struttura Programmazione e Acquisto film di Rai Due. Nel febbraio 1995 è Direttore Generale della Sacis, consociata RAI. Successivamente, è responsabile acquisto film per RAI. Nel 1997 assume l’incarico di Coordinatore palinsesti e redazioni cinema di RTI MEDIASET. Nel 1999 è Amministratore Unico di AGER 3, producendo, tra l’altro, la miniserie “Resurrezione” dei fratelli Taviani e vari film. Nel 2000 STREAM lo chiama quale coordinatore per l’acquisto e la programmazione di cinema e fiction. Contemporaneamente è Docente in vari master dell’Università La Sapienza di Roma e della Regione Lazio. Nel 2014 è uscito il suo libro:.. Ma il cinema risolve.

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