La settimana scorsa è uscito nei cinema L’uomo che comprò la Luna, un film del regista sardo Paolo Zucca. Una commedia molto divertente che alterna toni favolistici a toni poetici, con una forte connotazione iconografica. Interessante anche perché è il primo film co-sceneggiato da Geppi Cucciari, nota comica, conduttrice televisiva e attrice italiana.

L'uomo che comprò la luna
L’uomo che comprò la luna

Paolo Zucca è al suo secondo film, lo abbiamo conosciuto dieci anni fa quando vinse il David di Donatello per il miglior cortometraggio con il corto L’arbitro, che nei cinque anni successivi ha trasformato nel suo primo film, con il quale ha vinto tra gli altri l’ottavo Est Film Festival di Montefiascone.

L’uomo che comprò la Luna in realtà è uscito il 4 aprile soltanto in Sardegna al momento. La situazione sarda è molto interessante perché c’è una Film commission molto attiva che incentiva con contributi la produzione di film a carattere regionale, la circolazione dei film dei propri autori emergenti nei festival internazionali e dà anche un contributo per chi sceglie come location per girare i propri film le città sarde.

Ciononostante c’è come un collo di bottiglia, una sorta di scollamento tra l’isola e il resto della penisola. Sono bravi a proteggere ed incentivare i propri autori però faticano un po’ nella circolazione nel resto d’Italia, la cosa è paradossale nel momento in cui grazie alla tecnologia oggi non c’è più bisogno di stampare copie di ogni film e di farle arrivare per tempo ad ogni cinema che lo vuole inserire nella propria programmazione.

Nonostante questo, L’uomo che comprò la Luna, nel primo weekend di uscita del film, ha siglato il miglior risultato in termini di media copia al boxoffice italiano del fine settimana. Ha incassato 69.903 euro con sole 13 copie, tutte in Sardegna, ottenendo la miglior media copia nazionale pari a 5.377 euro. I dati hanno spinto a far salire a 15 le copie in Sardegna prevedendo anche un ampliamento sul resto del territorio nazionale.

Noi possiamo augurare di cuore a Paolo Zucca e a L’uomo che comprò la Luna di circolare molto sia in Sardegna che nel resto d’Italia e di incassare in modo che il suo autore abbia l’opportunità di continuare ad esprimere il proprio cinema, perché è uno dei talenti più puri della sua generazione.

Di seguito la sinossi ufficiale del film:

Una coppia di agenti segreti italiani, Dino e Pino, riceve una soffiata dagli Stati Uniti d’America in cui viene comunicato loro che qualcuno in Sardegna sia diventato proprietario della Luna, affronto inaccettabile in quanto gli USA furono i primi a metterci piede. I due agenti reclutano dunque Gavino Zoccheddu, un soldato che, dietro il falso nome di Kevin Pirelli e un marcato accento milanese, nasconde la propria identità sarda. Kevin dovrà scoprire sul posto chi ha comprato la Luna e perchè, ma per farlo dovrà essere trasformato in un vero sardo e per fare ciò viene ingaggiato Badore, un formatore culturale reticente e misantropo. Superate le difficoltà dell’addestramento e un grottesco esame finale, Kevin si imbarca per la Sardegna e dopo una serie di avventure picaresche riesce a giungere nel paese fittizio di Cuccurumalu, nel quale inizia a svolgere la sua indagine sotto mentite spoglie.


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Glauco Almonte
Nato a Roma nel 1981, dopo la laurea in Studi Culturali Italiani all'Università La Sapienza si trasferisce nella Tuscia per lavoro; nel 2004 fonda la rivista online "Cinema del Silenzio"; nel 2007 crea "Est Film Festival" a Montefiascone, manifestazione cinematografica dedicata agli autori emergenti attorno alla quale si sviluppa un lavoro sul territorio di vera a propria imprenditoria culturale, che coinvolge scuole primarie e secondarie, l'Università della Tuscia e le più importanti aziende della provincia di Viterbo. Nel 2017 dà il via a due nuovi progetti: "Civita Cinema", manifestazione dedicata alla settima arte in tutte le sue forme sul territorio di Bagnoregio e della sua perla Civita di Bagnoregio, e "Cinema & Terme", una rassegna dei titoli più interessanti del momento da vedere immersi nella vasca monumentale delle Terme dei Papi di Viterbo.

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