Nicoletta Filella eclettica pianista classica, compositrice e cantautrice ci invita ad un viaggio, nel tempo e nello spazio, con la sua musica. E’ sorprendente come Nicoletta sappia sapientemente coniugare Bach o Debussy, con la musica balcanica, il jazz, lo swing e un pizzico di rock. I suoi proverbiali cambi d’abito sono niente al confronto delle sperimentazioni sapienti delle sue composizioni. Oggi Nicoletta apre, idealmente, la porta di casa sua rinunciando alla proverbiale solitudine dei pianisti, per raccontarsi. Uno è il suo modo per sentirsi libera di esprimere la sua creatività in ogni sua sfumatura. “Sono Nicoletta Filella, questo è il nome che mi è stato dato dai miei genitori e non ho bisogno di un nome d’arte, perché in questo ci sono la mia storia e le mie radici” Nicoletta

Intervista esclusiva a Nicoletta Filella

Il 26 giugno in occasione del tuo compleanno, è uscito Prélude il singolo che ha anticipato il nuovo disco: Uno. Grandi emozioni per una scelta assolutamente non casuale. Vuoi parlarcene?

Provo tantissima gioia, ti confesso che ho ancora la pelle d’oca. Prélude è la mia carta d’identità. In tutti i miei brani c’è qualcosa di me, ma in Prélude c’è l’origine della mia musica e la mia contemporaneità. Inoltre è il primo brano di questo disco ad essere stato scritto e ne è il prologo. Prélude è il mio modo di riaffermare quali siano le mie origini musicali di pianista classica che si coniugano con la compositrice e la cantautrice. Nicoletta Filella è tutto questo e Prélude, proprio come un documento d’identità, lo certifica. Era importante introdurre il nuovo disco, che è una sorta di spartiacque per questo nuovo percorso dove voglio essere libera di esprimere con la musica ogni sfumatura della mia anima, variegata e pazzerella!

Ami spaziare e sperimentare con la tua musica, che diventa un viaggio ideale per chi ti ascolta. Con Uno hai dichiarato di voler aprire la tua casa. Che cosa significa?

Potrebbe sembrare controverso invitare a un viaggio aprendo le porte di casa, ma non è così. Amo viaggiare, ho vissuto a New York, a Londra e oggi ho casa a Milano. Eppure questo disco che è intimo e autobiografico l’ho scritto tra la campagna piemontese di Tortona allo stesso pianoforte dove studiava mia mamma incinta di me e Cariglio di Fuscaldo in Calabria che è il paese di papà. Per scrivere la casa è il luogo ideale e in ogni casa ho un pianoforte. Aprire le porte di casa, significa mostrare la mia parte più intima lasciando la solitudine dei pianisti, per dialogare col mio pubblico.

Uno è un atto di maturità?

Si è proprio questo: c’è Nicoletta a trecento sessanta gradi con la passione per il barocco di Bach, Debussy, lo swing, il jazz, il rock e la musica balcanica. Mi piacciono le sterzate brusche, passando da un abito romantico alla pelle nera, dal pianoforte classico all’elettronica. La musica è sperimentazione, avventura. Un disco che ho scritto tra il 2018 e il 2019, con tutta l’attenzione e l’introspezione di cui avevo bisogno. Una “lentezza” dettata sicuramente da una nuova consapevolezza, che mi piace pensare possa coincidere con la maturità artistica che, oggi, credo di avere.

Nicoletta Filella con "Uno" ci invita al viaggio
Nicoletta Filella con “Uno” ci invita al viaggio

Intervista esclusiva a Nicoletta Filella

Tra tutti questi generi, nei quali dimostri di saperti destreggiare con consapevolezza, qual è il tuo “secret garden”?

Il mio giardino segreto è Johann Sebastian Bach: il mio primo vero amore. Nel suo barocco trovo equilibrio ed è lì che mi rifugio quando sento il bisogno di ritrovarlo. Non a caso il mio cucciolo di bassotto si chiama Bach, qualcosa vorrà dire no? Penso che la mia anima abbia i colori variegati della musica tutta. La musica classica si evolve e contamina ogni nuova sperimentazione che mi riguarda. Mi piacerebbe duettare con un dj che sapesse portare nei miei brani l’elettronica e spingermi ancora oltre i miei confini.

Sei una vera forza della natura, impossibile rimanere indifferenti alla tua musica. Se fossi un quadro chi potrebbe averti dipinta?

Se rispondo col cuore, mio nonno Beppe Ravazzi, che di certo ne saprebbe cogliere l’essenza. Frida Kahlo se penso ai grandi dell’arte, mentre oggi mi potrei ritrovare nella pop art di Giuseppe Veneziano, amico carissimo che mi ha già ritratto.

Grazie Nicoletta Filella e in bocca al lupo per il futuro!


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Veronica Ruggiero
Giornalista, collaboratrice presso il Gruppo Corriere, oltre che in passato di alcune testate online. Responsabile della comunicazione e addetta stampa per alcune importanti realtà imprenditoriali, musicali, artistiche. Videoreporter per passione. Organizzatrice di eventi. Da sempre amo il giornalismo che per me è uno stile di vita! Il mondo? Un grande luna park da scrutare con gli occhi di un bambino e dal quale attingere materiale originale.... a volte grottesco!