Il giovane rapper romano Polemica, 17 anni e già alle spalle la vittoria del concorso musicale promosso da Regione Lazio, LAZIOSound, ha le idee chiare: è uscito il 25 novembre il suo singolo “Ammazzerò” che parla di noia e di inclusione, ma guai a definirlo un inno generazionale. Abbiamo parlato con lui di percorsi, esperienze, di indifferenza e di progetti futuri.

Come è stato vincere il LAZIOSound a soli 17 anni ed esibirti live a Santa Severa con artisti come Miss Keta?

Vincere LAZIOSound è stato innanzitutto una sorpresa, ero in competizione con molti artisti bravissimi e non mi aspettavo che sarei arrivato fino in fondo. In questo senso LAZIOSound mi ha anche aiutato a prendere consapevolezza riguardo il mio progetto, anche grazie al campus formativo che è stato essenziale per la mia crescita. Il percorso con LAZIOSound è stato travolgente, sono stato costantemente seguito da professionisti del settore che mi hanno coinvolto in una nuova realtà che ho sempre sognato e alla quale non sono mai stato così vicino. LAZIOSound mi ha dato numerose opportunità, oltre alla collaborazione con una importante squadra di produzione è stato fondamentale l’aspetto live. Ho avuto l’occasione di cantare in apertura al concerto di Myss Keta, tra l’altro nella splendida cornice del castello di Santa Severa, e credo che sia stato molto importante per me, ma anche per il mio progetto, l’emozione era immensa quando sceso dal palco e la gente è venuta a farmi i complimenti. La risposta che il pubblico mi dà quando canto dal vivo è una delle cose che più mi interessa e mi rende soddisfatto di quello che sto facendo e farlo per un pubblico così importante come quello di Myss Keta è stato veramente unico.

Ami la musica da sempre e suoni il pianoforte fin da piccolo, com’è nato il match up con la musica rap?

Quando avevo 5 anni, nel 2010, mio padre mi fa ascoltare “Tranne te” di Fabri Fibra, la canzone del momento, e li è iniziato tutto, amore a prima vista. E’ un rapporto molto naturale quello che ho col rap, non me lo spiego sinceramente, mio padre, che quando ero piccolo era la mia più grande fonte di musica, mi ha sempre fatto ascoltare molto rock, punk, heavy metal, il rap è stato un mio percorso personale. Forse questa mia passione è dovuta al fatto che sono sempre stato affascinato dall’idea e dai valori dell’Hip-Hop, credo fortemente che questa cultura rappresenti la mia visione del mondo, o almeno di come dovrebbe essere. Anche per questo sono molto legato alla musica dei primi anni del rap italiano, come i Cor Veleno, Assalti frontali, Sangue Misto, Colle Der fomento etc..

Nel tuo nuovo singolo “Ammazzerò” l’atmosfera è malinconica ma il tono è arrabbiato: ce l’hai con i tuoi coetanei o con gli adulti che li circondano?

Ce l’ho con gli indifferenti. O come ho imparato dal Piotta “Odio gli indifferenti”. Credo sia riduttivo parlare di una rabbia indirizzata verso “i grandi” o “noi adolescenti”, che cambia? Io ce l’ho con chi davanti alle ingiustizie sociali di cui la nostra società è colma resta fermo. Ce l’ho con un coetaneo che non si preoccupa dei cambiamenti climatici, con un adulto che fa battute volgarmente sessiste e viceversa, non c’è distinzione. Io accuso l’indifferenza e gli indifferenti, non gli adulti o i ragazzi. “Ammazzerò” è  un’invito a prendere coscienza rivolto a tutti.

Cosa c’è  nel tuo futuro prossimo? Un nuovo singolo, un album?

Nel mio futuro prossimo c’è tanta voglia di fare sentire il mio modo di vedere la musica, al di fuori di qualsiasi formalismo musicale, faccio rap, ma rap significa ritmo e poesia, non altro, nel mio futuro c’è fare poesia per essere utile a chi mi ascolta, voglio poter sfruttare il potere mediatico della musica. Non ho intenzione di fermarmi con le pubblicazioni, a brevissimo uscirà un nuovo singolo sul quale non voglio dirvi niente e più tardi anche un progetto più grande, per poter affermare il mio pensiero in maniera chiara.


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Creativo, curioso, sempre in cerca di qualcosa da fare o realizzare. Amo gli animali, rispetto la natura e adoro stare all'aria aperta. Amo viaggiare e scoprire posti nuovi, culture e usanze nuove. Quando viaggio preferisco perdermi nella città e vivere ed emozionarmi.