Nel cinquantesimo anniversario della nascita del Movimento LGBT (giugno 1969, New York, Greenwich Village) debutta, finalmente, in Italia The Boys In The Band, l’opera teatrale del commediografo americano Mart Crowley, diventata manifesto del Movimento stesso, dal 13 giugno al 19 giugno in scena al Teatro Spazio 89 di Milano.

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“The Boys In The Band” dal 13 al 19 giugno al Teatro Spazio 89 di Milano (photocredit: facebook.com)

The Boys In The Band

Pietra miliare della storia del teatro, questo testo viene per la prima volta proposto al pubblico italiano grazie alla traduzione e all’adattamento di Costantino della Gherardesca che lo produce con Giorgio Bozzo, il regista.
The Boys In The Band andò in scena per la prima volta al Theatre Four di New York il 14 aprile del 1968 e, contro ogni previsione, rimase in cartellone per 1001 repliche fino al 6 settembre del 1970, divenendo così un punto di riferimento, un luogo di ispirazione per le grandi battaglie del Movimento omosessuale americano che ebbero inizio nel 1969. Un vero e proprio fenomeno di costume, uno spettacolo precursore dei tempi in grado non solo di anticipare il fermento della comunità LGBT, ma anche di travalicare gli anni ed essere oggi più che mai un’opera di strettissima attualità.

Il successo di The Boys In The Band

Molti furono i personaggi famosi che non persero l’occasione di vedere lo spettacolo, tra questi Marlene Dietrich, Groucho Marx e lo stesso sindaco di New York, John Lindsay
Nel 1970 la commedia divenne un film per la regia di William Friedkin che in Italia fu tradotto con il titolo “Festa di compleanno per il caro amico Harold”. Per il 25esimo anniversario, nel 1993, The Boys fu rappresentato con grande successo a Los Angeles al Fountain Theatre, ma allora cinque dei nove ‘boys’ originali, così come il regista ed entrambi i produttori, erano morti per complicazioni conseguenti all’infezione HIV.

Nel 1999 l’Associazione dei critici teatrali americani incluse The Boys in the Band in una lista dei venticinque lavori teatrali più significativi del ventesimo secolo. In occasione del cinquantesimo anniversario della commedia, lo sceneggiatore e regista americano Ryan Murphy ha riportato in scena a New York lo spettacolo con un cast stellare. Nomination per i Tony Awards (Oscar del Teatro) per il riallestimento del 2018 a Broadway, nella cinquina per il “best revival” e nomination anche per l’attore Robin de Jesus nella categoria “migliore attore non protagonista”.

The Boys In The Band
The Boys In The Band – il cast. (photocredit: facebook.com)

The Boys In The Band secondo Costantino della Gherardesca

Costantino della Gherardesca descrive così The Boys In The Band: “Un testo pieno di vita e molto divertente da tradurre, le battute hanno saputo resistere al passare del tempo. La trama è ricca di sorprese, aggancia l’attenzione dello spettatore e lo trascina come un fiume in piena verso un finale rivelatorio che lascia senza fiato. I ragazzi di Crowley sono personaggi in cerca di emancipazione e di liberazione sessuale, eroi che lottano con le proprie nevrosi prima ancora che con una società che non li tollera. Sono personaggi complessi, non sono semplici maschere. Per quanto non facciano nulla per farsi amare è difficile non provare una profonda empatia nei loro confronti”.

Un ricordo emozionante e sentito quello di Costantino della Gherardesca che racconta: “C’è un retroscena quasi sentimentale, mia madre aveva conosciuto Mart Crowley, l’autore del testo negli anni’ 60 a New York. E’ un testo che è nelle mie corde e sono stato molto felice di tradurlo. The Boys in the Band è anche un documento storico, dobbiamo ricordare che un anno dopo la messa in scena dello spettacolo ci sono state le proteste di Stonewall. Credo sia molto importante che i giovani della comunità LGBT vedano The Boys in The Band, non dobbiamo dare per scontati i diritti acquisiti nel tempo, potrebbero sparire da un giorno all’altro, si potrebbe tornare indietro.”  

Il parere di Giorgio Bozzo

Inseguo il sogno di mettere in scena in Italia The Boys In the Band da tantissimi anni, ma adesso è diventata per me quasi un’urgenza – dichiara il regista e coproduttore Giorgio Bozzo. – The Boys è un vero documento storico, che racconta la realtà delle persone omosessuali prima della loro lotta di emancipazione. È un testo che non serve solo a ricordare come eravamo, ma che riesce a far capire come si potrebbe tornare ad essere. Per questo, ben lungi dall’essere una pièce datata, The Boys ha oggi più che mai una forza di racconto e di motivazione per tutti coloro che hanno lottato e lottano per i diritti civili della comunità LGBT, proponendosi come antidoto contro ogni tentativo di restaurazione e di oscurantismo. Una divertentissima pièce per tutti, che spero possa essere vista soprattutto dai più giovani.

The Boys In The Band – La trama

La trama è ambientata in un appartamento all’altezza della 50esima strada a New York, dove un gruppo di amici omosessuali ha organizzato la festa di compleanno per uno di loro, Harold, che compie 32 anni. Tutto inizia con l’arrivo di Michael, il padrone di casa e man mano degli altri invitati: Donald, Larry, Hank, Bernard, Emory. A sorpresa però si presenta anche Alan, vecchio amico dei tempi del college di Michael, che dice di aver disperata necessità di parlare con lui. Alan rimane coinvolto, suo malgrado, in un crescendo di bevute, screzi, battute pesanti che culminano con l’arrivo di un giovane midnight cowboy assoldato come “regalo di compleanno” e infine Harold, il festeggiato. Al culmine della serata Michael costringe i suoi ospiti a prendere parte ad una sorta di “gioco della verità” che si rivela brutale per molti di loro.

The Boys In The Band
The Boys In The Band (photocredit: facebook.com)

The Boys In The Band nella nuova versione

Nella nuova versione di Costantino e Giorgio Bozzo, si è mantenuta intatta quella girandola di stati d’animo che ha segnato la cifra – e il successo – dell’originale. Una commedia estremamente ironica e divertente caratterizzata da un ritmo incessante di battute – che non mancano di essere spesso feroci e spiazzanti – intercalato da momenti poeticamente drammatici. Amici che frugano l’uno nella vita degli altri, che alzano veli, che dicono l’indicibile, con cinismo, con sarcasmo, ma non senza amore e, in fondo, con la speranza di portarsi in salvo, tutti.

Ed è proprio di Ryan Murphy l’annuncio di un adattamento televisivo per Netflix, attraverso un post su Instagram: “La scorsa estate, The Boys in The Band era a Broadway, battendo ogni record. Questa estate, gireremo il film evento su Netflix. Tutti quelli del cast sono felici ed orgogliosi. Si sentono fortunati nel segnare il 50° anniversario dell’opera epocale di Mart”.

In attesa di poter essere spettatori di “The Boys in The Band” in tutte le città italiane….


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Tiziana Buccico
Tiziana Buccico, napoletana verace, classe 1969, da sempre appassionata di politica, cultura e Medio Oriente. Un passato di uffici stampa tra cui l’Istituto italiano per gli Studi filosofici. Poi giornalista di pagine di cultura e società, come “moscone” per i quotidiani “La Città” e "il Corriere del Mezzogiorno”. Ha lavorato per uffici stampa politici e istituzionali (Regione Lazio e Consiglio Regionale del Lazio), organizzando eventi e campagne elettorali. Pezzi di vita vissuti tra Gottingen, Vienna e Parigi, viaggi avventurosi e curiosi. Per otto anni, sino al 2017, è stata in Iran per seguire marito e famiglia ma occupandosi a tempo pieno della Scuola Italiana “Pietro della Valle” di Teheran, come Vice Presidente . Da allora la passione per i viaggi e le culture diverse è cresciuta e si è anche trasformata in una rubrica Treccani dal titolo “Via della Seta”. Rientrata in Italia si occupa di social, politica, giornalismo ed eventi culturali mantenendo così un filo diretto con quella parte del mondo che le ha cambiato la vita. Social media manager dell’Istituto Garuzzo per le Arti Visive.