Sono stati assegnati nella notte italiana i premi della stampa straniera a Hollywood, i Golden Globe arrivati quest’anno alla 78° edizione. Un’edizione fatalmente condizionata dalle limitazioni per la pandemia. Niente sfilata delle star sul tappeto rosso e soprattutto niente cena al Beverly Hilton Hotel, storica location dei globi d’oro, solitamente innaffiata da ettolitri di Moët & Chandon a creare un’atmosfera notoriamente più rilassata e divertente dei più ingessati Oscar. Nessun pericolo di assembramento neppure per le conduttrici, Tina Fey e Amy Poehler alla guida dello show per la quarta volta, che hanno condotto la cerimonia a distanza, collegate rispettivamente dal The Rainbow Room di New York e dal Beverly Hilton di Los Angeles.

In presenza solo i presentatori dei premi con i premiati tutti in collegamento dalle proprie abitazioni, ritratti in quadretti famigliari che hanno il pregio di restituire le intoccabili star a una condizione più umana. Ad assistere alle due cerimonie un pubblico ridotto e ben distanziato composto per la maggior parte da operatori che si occupano dell’emergenza pandemica, in un’edizione per ovvie ragioni molto meno glamour delle precedenti (e anche meno emotivamente coinvolgente), più sobria e attenta alle difficoltà del paese, con il lancio di una raccolta fondi per aiutare gli americani in difficoltà. Un’edizione dei Golden Globe sicuramente memorabile, non per lo show in sé ma per la straordinarietà delle condizioni in cui si colloca, in questo contesto di faticosa ripartenza dopo un reset forzato che speriamo possa servire a ricostruire un sistema più giusto e più equo.

Affrontata di petto dai dirigenti della Hollywood Foreign Press Association la polemica sulla mancanza di giornalisti afroamericani tra i membri dell’associazione, con tanto di scuse in diretta seguite dalla promessa di una maggiore inclusività per l’immediato futuro, in un anno in cui invece le donne si prendono finalmente il loro spazio, con ben tre candidate alla regia e il premio andato a Chloé Zhao per la regia di Nomadland. Anche sul fronte del black power, i Golden Globe lanciano un messaggio chiaro, con diversi premi non solo ad attori afroamericani ma anche al primo film di animazione Disney Pixar con protagonista nero, Soul, che vince anche il premio per la colonna sonora.

Una bella soddisfazione per l’italiano Una vita davanti a sé di Edoardo Ponti, con Sophia Loren, che prevedibilmente non vince il premio come miglior film straniero (andato al film americano girato in coreano Minari) ma si porta a casa quello per la miglior canzone originale Io Si (Seen) firmata da Diane Warren, Laura Pausini e Niccolò Agliardi. Commoventi come sempre i premi alla carriera, quest’anno andati allo storico autore televisivo Norman Lear e alla grande Jane Fonda, e il Golden Globe postumo come miglior attore protagonista per Ma Rainey’s Black Bottom a Chadwick Boseman con il toccante discorso di accettazione della moglie.

I Golden Globe sono stati trasmessi da Sky, su Sky Atlantic e in chiaro su Sky tg24, con una conduzione che ha dato molto spazio ai commenti degli ospiti in studio e in collegamento a discapito dei momenti in diretta della cerimonia di premiazione. Speriamo che per gli Oscar, in onda nella notte tra il 25 e il 26 aprile, Sky torni a offrirci una conduzione più attenta e che indugi meno al chiacchiericcio.

Le presentatrici, Tina Fey e Amy Poehler
Le presentatrici, Tina Fey e Amy Poehler

Tutti i vincitori dei Golden Globe 2021

Miglior Film – Dramma

“Nomadland” (Searchlight Pictures)

“The Father” (Sony Pictures Classics)

“Mank” (Netflix)

“Una donna promettente” (Focus Features)

“Il processo ai Chicago 7” (Netflix)

Miglior Film – Musical o Commedia

“Borat – Seguito di film cinema” (Amazon Studios)

“Hamilton” (Walt Disney Pictures)

“Palm Springs” (Neon)

“Music”

“The Prom” (Netflix)

Miglior Regia

Chloé Zhao, “Nomadland” (Searchlight Pictures)

Emerald Fennell “Una donna promettente” (Focus Features)

David Fincher, “Mank” (Netflix)

Regina King, “Quella notte a Miami…” (Amazon Studios)

Aaron Sorkin, “Il processo ai Chicago 7” (Netflix)

Miglior Sceneggiatura

Aaron Sorkin “Il processo ai Chicago 7”

Emerald Fennell “Una donna promettente”

Jack Fincher “Mank”

Florian Zeller e Christopher Hampton “The Father”

Chloé Zhao “Nomadland”

Miglior attrice – Musical o Commedia

Rosamund Pike (“I Care a Lot”)

Maria Bakalova (“Borat – Seguito di film cinema”)

Michelle Pfeiffer (“French Exit”)

Anya Taylor-Joy (“Emma”)

Kate Hudson (“Music”)

Miglior Attrice – Dramma

Andra Day (“The United States vs. Billie Holiday”)

Viola Davis (“Ma Rainey’s Black Bottom”)

Vanessa Kirby (“Pieces of a Woman”)

Frances McDormand (“Nomadland”)

Carey Mulligan (“Una donna promettente”)

Miglior Attore – Musical o Commedia

Sacha Baron Cohen (“Borat – Seguito di film cinema”)

James Corden (“The Prom”)

Lin-Manuel Miranda (“Hamilton”)

Dev Patel (“La vita straordinaria di David Copperfield”)

Andy Samberg (“Palm Springs”)

Miglior Attore – Dramma

Chadwick Boseman (“Ma Rainey’s Black Bottom”)

Riz Ahmed (“Sound of Metal”)

Anthony Hopkins (“The Father”)

Gary Oldman (“Mank”)

Tahar Rahim (“The Mauritanian”)

Miglior Attore non protagonista

Daniel Kaluuya (“Judas and the Black Messiah”)

Sacha Baron Cohen (“Il processo ai Chicago 7”)

Jared Leto (“Fino all’ultimo indizio”)

Bill Murray (“On the Rocks”)

Leslie Odom, Jr. (“Quella notte a Miami…”)

Miglior Attrice non protagonista

Jodie Foster (“The Mauritanian”)

Glenn Close (“Elegia americana”)

Olivia Colman (“The Father”)

Amanda Seyfried (“Mank”)

Helena Zengel (“Notizie dal mondo”)

Miglior Film straniero

“Minari” (A24)

“Another Round” (Samuel Goldwyn Films)

“La Llorona” (Shudder)

“La vita davanti a sé” (Netflix)

“Two of Us”

Miglior Colonna sonora

“Soul” (Pixar) – Trent Reznor, Atticus Ross, Jon Batiste

“The Midnight Sky” (Netflix) – Alexandre Desplat

“Tenet” (Warner Bros.) – Ludwig Göransson

“Notizie dal mondo” (Universal Pictures) – James Newton Howard

“Mank” (Netflix) – Trent Reznor, Atticus Ross

Miglior Canzone originale

“Io Si (Seen)” da “La vita davanti a sé” (Netflix) – Diane Warren, Laura Pausini, Niccolò Agliardi

“Fight for You” da “Judas and the Black Messiah” (Warner Bros.) – H.E.R., Dernst Emile II, Tiara Thomas

“Hear My Voice” da “Il processo ai Chicago 7” (Netflix) – Daniel Pemberton, Celeste

“Speak Now” da “Quella notte a Miami…” (Amazon Studios) – Leslie Odom Jr, Sam Ashworth

“Tigress & Tweed” da “The United States vs. Billie Holliday” (Hulu)

Miglior Film di animazione

“Soul” (Walt Disney Pictures)

“I Croods 2 – Una nuova era” (Universal Pictures)

“Onward – Oltre la magia” (Walt Disney Pictures)

“Over the Moon – Il fantastico mondo di Lunaria” (Netflix)

“Wolfwalkers – Il popolo dei lupi” (Cartoon Saloon)

Miglior Serie televisiva – Dramma

“The Crown” (Netflix)

“Lovecraft Country” (HBO Max)

“The Mandalorian” (Disney Plus)

“Ozark” (Netflix)

“Ratched” (Netflix)

Miglior Serie televisiva – Musical o Commedia

“Schitt’s Creek” (CBC)

“The Flight Attendant” (HBO Max)

“The Great” (Hulu)

 “Emily in Paris” (Netflix)

“Ted Lasso” (Apple TV Plus)

Miglior Miniserie

“La regina degli scacchi – The Queen’s Gambit” (Netflix)

“Normal People” (BBC/ Hulu)

“Small Axe” (BBC1/ Amazon Prime video)

“The Undoing: Le verità non dette” (HBO)

“Unorthodox” (Netflix)

Miglior Attrice in una Serie televisiva – Dramma

Emma Corrin (“The Crown”)

Olivia Colman (“The Crown”)

Jodie Comer (“Killing Eve”)

Laura Linney (“Ozark”)

Sarah Paulson (“Ratched”)

Miglior Attore in una Serie televisiva – Dramma

Josh O’Connor (“The Crown”)

Jason Bateman (“Ozark”)

Bob Odenkirk (“Better Call Saul”)

Al Pacino (“Hunters”)

Matthew Rhys (“Perry Mason”)

Miglior Attrice in una Serie televisiva – Musical o Commedia

Catherine O’Hara (“Schitt’s Creek”)

Lily Collins (“Emily in Paris”)

Kaley Cuoco (“The Flight Attendant”)

Elle Fanning (“The Great”)

Jane Levy (“Lo straordinario mondo di Zoey”)

Miglior Attore in una Serie televisiva – Musical o Commedia

Jason Sudeikis (“Ted Lasso”)

Don Cheadle (“Black Monday”)

Nicholas Hoult (“The Great”)

Eugene Levy (“Schitt’s Creek”)

Ramy Youssef (“Ramy”)

Miglior Attrice in una Miniserie o Film per la Tv

Anya Taylor-Joy (“La regina degli scacchi”)

Cate Blanchett (“Mrs. America”)

Shira Haas (“Unorthodox”)

Nicole Kidman (“The Undoing”)

Daisy Edgar-Jones (“Normal People”)

Miglior Attore in una Miniserie o Film per la Tv

Mark Ruffalo (“Un volto, due destini – I Know This Much Is True”)

Bryan Cranston (“Your Honor”)

Jeff Daniels (“Sfida al presidente – The Comedy Rule”)

Hugh Grant (“The Undoing”)

Ethan Hawke (“The Good Lord Bird – La storia di John Brown”)

Miglior attrice non protagonista in una serie

Gillian Anderson (“The Crown”)

Helena Bonham Carter  (“The Crown”)

Julia Garner  (“Ozark”)

Annie Murphy (“Schitt’s Creek”)

Cynthia Nixon  (“Ratched”)

Miglior attore non protagonista in una serie

John Boyega  (“ Small Axe”)

Brendan Gleeson  (“Sfida al presidente – The Comedy Rule”)

Daniel Levy  (“Schitt’s Creek”)

Jim Parsons  (“ Hollywood”)

Donald Sutherland  (“The Undoing: Le verità non dette”)

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Laura Girolami
Laura Girolami, 37 anni, dopo la laurea in Biblioteconomia ha esordito al cinema come sceneggiatrice e regista nel 2014 con Surrounded. Nel 2016 la sua prima commedia Non c’è più religione è andata in scena al Teatro Tordinona di Roma. La seconda commedia Pranzo a casa dei miei ha debuttato nel 2018 al Teatro Lo Spazio. Nello stesso anno ha pubblicato il suo primo romanzo Stupidi pesci edito da Il seme bianco. Appassionata di cinema, letteratura, serie tv, teatro, musica, fotografia, cibo, vino e meccanica quantistica.