State leggendo meno libri del solito? La colpa probabilmente è di Netflix
Se state impiegando più tempo del normale a leggere un libro, la colpa probabilmente è di Netflix!
Meno libri, più serie
La febbre da serie ormai...
La vera rivoluzione televisiva degli anni ’90? I Simpson!
Se vi viene fatta la domanda “nella televisione cosa associate al colore giallo?” sicuramente il 90% di voi pensa alla stessa cosa: I Simpson,...
Judas and the Black Messiah: Fred Hampton e il potere della parola
In attesa delle grandi uscite al cinema previste per settembre, su tutte Dune di Denis Villeneuve e il nuovo 007 previste rispettivamente per il 16...
Il visionario mondo di Louis Wain, la recensione del biopic con Benedict Cumberbatch
Dopo aver fatto il giro di molti festival, tra cui Telluride e Toronto, Il visionario mondo di Louis Wain, biopic con Benedict Cumberbatch sull’artista...
Nine Perfect Strangers: la recensione a due episodi dalla fine
La recensione di Nine Perfect Strangers, ultimo lavoro nato dal connubio Kelley/Kidman. A due episodi dalla fine, la miniserie non ha ancora calato gli...
Quale futuro per il servizio pubblico radiotelevisivo?
Nella società che sta iniziando a introdursi nell’era della disintermediazione, con le tecnologie di sviluppo del modello di Internet di domani, quella della Blockchain che sta producendo l’esperienza delle cripto-valute e degli smart contracts, quell’Internet delle Cose che sta già rivoluzionando le vite delle persone connesse, è difficile ipotizzare uno schema di servizio pubblico radiotelevisivo se non “rompendo” l’attuale struttura relazionale che lega lo spettatore al contenuto, rompendo lo schema con il flusso pubblicitario e generando un’alterità nella capacità ideativa e produttiva.
Basta! Lilli Gruber contro la politica del testosterone
"Grazie spettatrici e spettatori": è con questa formula, ormai familiare per chi segue il suo preserale di approfondimento politico, che ogni sera dal lunedì...
Lo straordinario ritorno di Euphoria
Se seguite il mondo dei social e delle serie tv, siete sicuramente stati investiti anche voi dal successo di Euphoria, la seconda serie HBO...
Intervista esclusiva a Maria Grazia Fontana, vocal coach di “Tale e Quale Show”
Ma in realtà una volta si sarebbe detto "insegnante di canto", il coach forse è un qualcosa in più rispetto ad un mero insegnante di canto dal punto di vista tecnico. Il coach è anche un motivatore, aiuta l'artista, lo motiva alla grinta, alla fiducia verso se stesso ed al credere nelle proprie capacità. Ecco io direi che questo è un vocal coach
Unorthodox. Lode al coraggio (di Esty e di Netflix)
Unorthodox è la nuova, coraggiosa, produzione Netflix quasi interamente girata in Yiddish, basata sull’autobiografia di Deborah Feldman Ex ortodossa. Il rifiuto scandaloso delle mie...









